Studi di settore
studi di settore e parametri contabili
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LA GUIDA AGLI STUDI DI SETTORE


Le cause di esclusione della applicazione degli studi

Le situazioni che possono determinare la non applicazione degli studio di settore possono essere di due tipi: “cause di esclusione” e “cause di inapplicabilità”.

Tali circostanze sono state indicate nella circolare 110/E del 21 maggio 1999 a cui hanno fatto seguito alcune precisazioni contenute nella circolare 148/E del 5 luglio 1999.

Le cause di esclusione sono valutazioni più generali valide per qualsiasi tipo di studio e comportano la non applicazione degli studi. Si riporta di seguito l’elenco delle cause di esclusione:

· hanno dichiarato ricavi di cui all’articolo 85, comma 1, esclusi quelli di cui alle lettere c), d) ed e) del TUIR, approvato con D.P.R. n. 917 del 1986, ovvero compensi di cui all’art. 53, comma 1, del TUIR, di ammontare superiore a euro 5.164.569;

· hanno un periodo di imposta di durata diversa da 12 mesi, indipendentemente dalla circostanza che tale arco temporale sia o meno a cavallo di due esercizi;

· hanno iniziato o cessato l’attività nel corso del periodo d’imposta. Si ricorda che il periodo che precede l’inizio della liquidazione è considerato periodo di cessazione dell’attività. Costituisce, inoltre, causa di esclusione dall’applicazione degli studi di settore la modifica in corso d’anno dell’attività esercitata. E’ il caso, ad esempio, di un imprenditore che fino ad aprile ha svolto l’attività di commerciante e da maggio in poi quella di artigiano. Non costituisce, invece, causa di esclusione la modifica in corso d’anno dell’attività esercitata qualora le due attività (quella cessata e quella iniziata) siano contraddistinte da codici attività compresi nel medesimo studio di settore;

· determinano il reddito con criteri “forfetari”;

· sono incaricati alle vendite a domicilio;

· non si trovano in un periodo di normale svolgimento dell’attività.

A titolo esemplificativo, si considerano di non normale svolgimento dell’attività:

· i periodi nei quali l’impresa è in liquidazione ordinaria, ovvero in liquidazione coatta amministrativa o fallimentare;

· i periodi nei quali l’impresa non ha ancora iniziato l’attività produttiva prevista dall’oggetto sociale, ad esempio, perché:

· la costruzione dell’impianto da utilizzare per lo svolgimento dell’attività si è protratta oltre il primo periodo d’imposta, per cause non dipendenti dalla volontà dell’imprenditore;

· non sono state rilasciate le autorizzazioni amministrative necessarie per lo svolgimento dell’attività, a condizione che le stesse siano state tempestivamente richieste;

· è svolta esclusivamente un’attività di ricerca propedeutica allo svolgimento di altra attività produttiva di beni e servizi, sempreché l’attività di ricerca non consenta di per sé la produzione di beni e servizi e quindi la realizzazione di proventi;

· il periodo in cui si è verificata l’interruzione dell’attività per tutto l’anno a causa della ristrutturazione dei locali. In questa ipotesi è però necessario che la ristrutturazione riguardi tutti i locali in cui viene esercitata l’attività;

· il periodo in cui l’imprenditore individuale o la società hanno affittato l’unica azienda;

· il periodo in cui il contribuente ha sospeso l’attività ai fini amministrativi dandone comunicazione alla Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura;

· relativamente ai professionisti, il periodo in cui si è verificata l’interruzione dell’attività per la maggior parte dell’anno a causa di provvedimenti disciplinari.

Sono, altresì, esclusi dall’applicazione degli studi di settore i contribuenti che nel corso del periodo d’imposta sono stati interessati da:

· donazioni;

· trasformazioni;

· scissioni.

In tal caso, gli studi di settore restano però eventualmente applicabili con riferimento alle attività che continuano ad essere esercitate dalle due società scisse.

Costituisce, altresì, causa di esclusione dall’applicazione degli studi di settore, secondo le indicazioni fornite al punto 9.1 della circolare 58/E del 27 giugno 2002, la classificazione in una categoria reddituale diversa da quella prevista dal quadro degli elementi contabili contenuto nel modello per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione dello studio di settore approvato per l’attività esercitata.

Per i contribuenti tenuti alla compilazione dei modelli per l’annotazione separata, l’apertura ovvero la chiusura nel corso dell’anno di un punto di produzione o vendita, comporta l’esclusione dall’applicazione dagli studi di settore nel caso in cui l’attività esercitata nelle predette unità locali sia compresa in uno studio di settore per il quale sussista la causa d’inapplicabilità relativa all’esercizio dell’attività in più punti di produzione o vendita.

Qualora la predetta attività venga esercitata in un solo punto di produzione o di vendita, non costituisce comunque causa di esclusione la chiusura e la contemporanea apertura nell’anno del punto di produzione o di vendita, semprechè l’attività svolta rientri nel medesimo studio di settore. In tale ipotesi, nell’apposito quadro B, occorrerà indicare i dati dell’unità locale esistente alla data del 31 dicembre 2004.

A decorrere dal periodo d’imposta 2004, non costituisce, in ogni caso, causa di esclusione dagli studi, l’apertura ovvero la chiusura di uno o più punti di produzione o di vendita qualora l’attività esercitata nelle predette unità locali sia compresa in uno studio di settore per il quale non sussiste la causa di inapplicabilità relativa all’esercizio dell’attività in più punti di produzione o vendita (c.d. multipunto naturali). In tal caso l’indicazione della data di chiusura e/o di apertura dovrà essere riportata nelle note esplicative contenute nella procedura GE.RI.CO.

Cause di esclusione e parametri

Tutte le cause di esclusione elencate nel paragrafo precedente funzionano da ostacolo non solo all’applicazione dello studio di settore, ma - nei riguardi dei contribuenti accertabili in base ai parametri - impediscono al tempo stesso l’applicazione dei parametri, anche in deroga alle regole parzialmente divergenti originariamente in vigore per tale procedura accertativa.

Indipendentemente, inoltre, dal superamento di una qualsiasi soglia di ricavi o compensi, esistono alcune attività le quali sin dal periodo d’imposta 1995 sono state escluse dalla applicazione dei parametri poiché non si prestano a essere correttamente trattate dalle tecniche di elaborazione statistica: o per via del numero particolarmente ridotto di soggetti presenti sull’intero territorio nazionale o perché si tratta di attività che seguono un processo produttivo che non può essere adeguatamente rappresentato mediante tecniche su base statistica. L’elenco delle attività escluse dai parametri è contenuto negli allegati 2/a e 2/b al DM 29 gennaio 1996, pubblicato nel S.O. alla Gazzetta Ufficiale del 31 gennaio 1996.

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