Studi di settore
studi di settore e parametri contabili
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LA GUIDA AGLI STUDI DI SETTORE


Le cause di inapplicabilita'

Mentre le cause di esclusione comportano la non applicabilità sia degli studi di settore che dei parametri, le cause di inapplicabilità riguardano esclusivamente i contribuenti soggetti agli studi di settore.

In questi casi, il soggetto resta ugualmente accertabile in base alle regole stabilite per i parametri. Le cause di inapplicabilità consistono infatti in circostanze che riguardano tipicamente gli studi di settore e possono in teoria essere divergenti a seconda della macroarea di attività considerata. Si tratta di quelle condizioni ostative aventi la propria ragion d’essere in peculiarità che caratterizzano la singola attività concretamente svolta ponendola al di fuori del modello assunto a riferimento durante la costruzione dello studio di settore.

Tali cause sono infatti emerse durante la “lavorazione” degli studi e sono indicate nei relativi decreti di approvazione. Per gli studi di settore riguardanti le attività professionali non sono state individuate cause di inapplicabilità.

I decreti di approvazione degli studi di settore relativi alle attività economiche nei settori del commercio, delle manifatture e dei servizi, hanno previsto che gli stessi non si applicano:

1. nel settore delle manifatture se l’esercizio dell’attività di impresa, ed in assenza di annotazione separata, è svolto attraverso l’utilizzo di più punti di produzione e di vendita in locali non contigui a quelli di produzione;

2. nei settori del commercio e dei servizi se l’esercizio dell’attività di impresa, ed in assenza di annotazione separata, è svolto attraverso l’utilizzo, rispettivamente, di più punti di vendita e di più punti di produzione;

3. nel caso di esercizio di due o più attività d’impresa non rientranti nel medesimo studio di settore ed in assenza di annotazione separata, se l’importo complessivo dei ricavi dichiarati relativi alle attività non prevalenti (non rientranti tra quelle prese in considerazione dallo studio di settore) supera il 20 per cento dell’ammontare totale dei ricavi dichiarati.

La causa di inapplicabilità di cui al punto 1), sussiste qualora l’attività sia esercitata attraverso l’utilizzo di più punti di produzione (in presenza o meno di punti vendita) ovvero di un punto di produzione e di più punti di vendita in locali non contigui a quello di produzione. Tale condizione di inapplicabilità non sussiste, invece, qualora l’attività sia svolta attraverso l’utilizzo di un punto di produzione (anche con annesso punto vendita) e di un punto di vendita in locali non contigui a quello di produzione.

Per le cause di inapplicabilità di cui ai punti 1) e 2), si configura l’esercizio dell’attività di produzione o di vendita in più punti, qualora questi ultimi siano diversi, ad esempio, da locali o spazi adibiti a depositi, magazzini, centri di raccolta, uffici.

Si rammenta che la condizione di inapplicabilità di cui ai punti 1) e 2) non si verifica quando la presenza di più punti di produzione o di vendita costituisce una caratteristica fisiologica dell’attività esercitata. E’ il caso delle attività per le quali sono stati approvati gli studi di settore contraddistinti dai seguenti codici:

SD17U, SD39U, SD40U, SD41U, SD42U, SD43U, SD44U, SD45U, SD46U, SD48U, SD49U, SG38U, SG40U, SG41U, SG42U, SG48U, SG52U, SG53U, SG54U, SG55U, SG68U, SG69U, SG72B, SG73A, SG73B, SG76U, SG77U, SG78U, SG79U, SG81U, SG82U, SG83U, SG85U, SG87U, SG88U, SG89U, SG90U, SG91U, SG92U, SG93U, SG94U, SG95U, SG96U, SM11B, SM18B, SM22A, SM22B, SM22C, SM23U, SM24U, SM31U, SM33U, SM34U, SM36U, SM37U, SM40B, SM41U, SM44U, SM45U, SM46U, SM81U, SM82U, SM83U, SM84U, SM86U, TD01U, TD02U, TD04A, TD04B, TD06U, TD07A, TD07B, TD08U, TD09A, TD09B, TD10B, TD12U, TD16U, TD18U, TD19U, TD20U, TD32U, TD34U, TG31U, TG34U, TG36U, TG37U, TG39U, TG44U, TG50U, TG61A, TG61B, TG61C, TG61D, TG61E, TG61F, TG61G, TG61H, TG66U, TG67U, TG70U, TG72A, TG74U, TG75U, TM01U, TM02U, TM03A, TM03B, TM03C, TM03D, TM04U, TM05U, TM06A, TM06B, TM07U, TM08U, TM09A, TM09B, TM10U, TM15A, TM16U, TM19U, TM20U, TM27A, TM27B, TM28U, TM29U, TM40A.

Per gli studi di settore: SM17U, SM18A, SM21A, SM21B, SM21C, SM21D, SM21E, SM21F, SM25A, SM25B e SM26U, la predetta condizione di inapplicabilità non sussiste soltanto nel caso in cui i diversi punti vendita siano situati nell’ambito dello stesso territorio comunale.

La causa di inapplicabilità di cui al punto 3), non sussiste per lo studio di settore SM13U in quanto non prevista dal relativo decreto di approvazione.

Si precisa tuttavia che il decreto dirigenziale del 24 dicembre 1999, pubblicato sulla G.U. 29 dicembre 1999, n. 304, introducendo l’obbligo dell’annotazione separata di tutti gli elementi rilevanti ai fini della applicazione degli studi di settore, per ciascun punto di produzione e/o di vendita, ovvero per ciascuna attività esercitata, rimuove, in linea di principio, le cause di inapplicabilità di cui ai punti 1), 2) e 3) stabilite dai decreti ministeriali di approvazione degli studi stessi.

L’introduzione dell’obbligo di annotazione separata fa venir meno le citate condizioni di inapplicabilità a seguito della rilevazione separata degli elementi, strutturali e contabili, sui quali si basa l’applicazione degli studi di settore relativamente ai diversi punti di produzione o di vendita ovvero alle diverse attività esercitate.

Si ricorda che tale prescrizione sussiste solo se per tutte le attività esercitate è possibile applicare gli studi di settore. In presenza di una o più attività, anche marginali in termini di ricavi, non “soggette” a studi di settore, tale obbligo non sussiste. In tal caso occorre verificare l’eventuale sussistenza di cause di inapplicabilità al fine di stabilire l’assoggettamento agli studi di settore o ai parametri.

L’obbligo di annotazione separata non sussiste, inoltre, per i contribuenti:

· interessatidallo studio di settore SG96U per i quali tale obbligo decorre a partire dal 1° maggio 2005;

· che pur esercitando due o più attività d’impresa per le quali risultano applicabili gli studi, ovvero una o più attività in diverse unità di produzione o di vendita, presentano i seguenti requisiti:

· ammontare complessivo di ricavi non superiore a 51.645,69 euro;

· ricavi derivanti, in tutto o in parte, da attività svolte in comuni con popolazione residente inferiore a 3.000 abitanti. Così come precisato, al punto 10.8 della circolare 27 giugno 2002, n. 58/E, ai fini della verifica del predetto requisito, è necessario far riferimento alla popolazione residente nel comune alla data del 1° gennaio dell’anno precedente a quello in cui è approvata la dichiarazione dei redditi. Per il periodo d’imposta 2004, quindi, si prenderà in considerazione la popolazione residente al 1° gennaio 2004.

Detti contribuenti hanno, comunque, la facoltà di effettuare le annotazioni separate previste dal decreto del 24 dicembre 1999.

Qualora, in via facoltativa, sia stata tenuta separata annotazione, per ciascuna attività esercitata, di tutti gli elementi rilevanti ai fini della applicazione degli studi di settore, non si configura la citata causa di inapplicabilità.

Nel caso di annotazione separata effettuata volontariamente, si applicano le disposizioni precedentemente illustrate.

ATTENZIONE

I contribuenti obbligati all’annotazione separata, per il periodo d’imposta 2004, devono indicare i dati contabili e strutturali relativi ai singoli punti o alle singole attività per le quali è stato osservato l’obbligo di separata annotazione degli elementi rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore con le modalità indicate nelle istruzioni per la compilazione del modello appositamente predisposto. L’indicazione dei suddetti dati consentirà, mediante il software GE.RI.CO. A.s., l’applicazione degli studi di settore all’insieme delle attività o dei punti di produzione e/o di vendita per i quali sia stata tenuta annotazione separata.

Cooperative

Costituisce ulteriore condizione di inapplicabilità degli studi di settore l’esercizio dell’attività d’impresa da parte di:

· società cooperative, società consortili e consorzi che operano esclusivamente a favore delle imprese socie o associate;

· società cooperative costituite da utenti non imprenditori che operano esclusivamente a favore degli utenti stessi.

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